pier11Madonna che Scappa

Ad Ausonia c’è un’antica tradizione che si svolge durante la Messa del Sabato Santo presso la Chiesa di San Michele Arcangelo: non appena il sacerdote intona il canto del Gloria (circa a mezzanotte) si spalanca il portone centrale della chiesa (si accendono le luci, visto che la prima parte della Messa è al buio) e dal fondo inizia la corsa di 5 “portatori” che sorreggono la statua della Madonna e si dirigono verso l’altare dove poi depongono la statua.

Il rito tradizionale vuole rappresentare e consente la pubblica e viva partecipazione dei fedeli alla gioia di Maria che corre festosa verso il Figlio risorto. L’evento nella sua rappresentazione risulta essere molto emozionante e molti sono i fedeli che vengono anche da  lontano. E’ difficile infatti restare indifferenti alla Madonna che, portata a braccia, sembra correre sulle teste delle persone che sono in piedi tra i banchi agitando il suo celeste manto.

All’arrivo sull’altare scroscia spinto dal cuore un fragoroso applauso che libera la gioia della Resurrezione di Cristo. La leggenda vuole che vi siano impegnati bravi portatori poiché la caduta della statua è considerata di cattivo presagio per il paese.

 

 

 

pier45Fiera Millenaria dell’Assunta

La sera del 14 agosto e nella giornata del 15 agosto fino alle 13.00, presso il Polo fieristico di Madonna del Piano, si rinnova ad Ausonia il tradizionale appuntamento con la Fiera dell’Assunta, Fiera di Ferragosto dedicata all’esposizione di attrezzi agricoli, prodotti tecnologici e prodotti locali.
Ogni anno sono migliaia i visitatori che si recano al Santuario della Madonna del Piano, “cornice della fiera” e per antica tradizione acquistano prodotti in terracotta esposti dagli artigiani.

 

Festa Triennale 21 Agosto

 

La Madonna del Piano e la sua leggendaria storia

4823.jpgSi racconta che, il 23 Aprile del 1100, una fanciulla di nome Remingarda, pastorella deforme nel corpo, ma bella e candida nell’anima, custodiva il suo gregge nei pressi di Ausonia.

 

Qui esisteva un lago, dice la tradizione, ma probabilmente un piccolo stagno, dove venivano infanticidi ad opera di donne che soffocavano nel limo il frutto delle loro colpe. In questo luogo la Vergine SS. volle dare un segno della Sua materna protezione. Improvvisamente, come lucente stella che attraversa il cielo lasciando dietro di sé una scia luminosa, la Vergine SS. le apparve con aria assai mesta. La giovinetta, abbagliata dall’eccessivo splendore e maestà della Regina la toccò con mano e, chiamandola per nome, la ridestò. Poi si involò subito alla sua vista. Remingarda, riavutasi, girò gli occhi intorno per godere della visione della bellissima Signora, ma rattristò quando non vide più nulla dell’apparizione. Non avrebbe quasi voluto credere ai suoi occhi, ma sembrandole cattiva cosa dubitare di un fatto che era stato causa anche della sua guarigione, si gettò in ginocchio e, con nuovo furore, pregò la Vergine SS. affinché,  per tranquillizzarla, si degnasse di riapparirle. La sua preghiera venne esaudita. La Vergine ricomparve e le disse : “Remingarda, corri in patria. Annunzia al popolo della tua terra che io sono venuta in questo luogo per patrocinare la loro causa presso il trono di Dio, assai sdegnato per la loro vita traviata. Cessino essi di oltraggiare il Figli mio ed, in prova del loro ravvedimento, innalzino in questo luogo in onor mio, un tempio, come lo troveranno disegnato e nel quale potranno esperimentare l’efficacia del mio patrocinio.” La fanciulla rassicurata che la sua parola sarebbe stata accolta, andò a portare la lieta novella ai sacerdoti che, attoniti, ascoltarono il suo racconto. Quello che più li convinse e li rassicurò della verità fu la guarigione della ragazza, che essi conoscevano storpia e deforme. Il giorno dopo, con grande solennità, il vescovo e i sacerdoti accorsero sul luogo del miracolo e anche a loro la Vergine si svelò. Non più dubbi quindi, non più certezze. Si riconobbe come vero il racconto della pastorella e si ritenne necessario tradurre in atto la volontà della Celeste Regina.

 

Intanto i cittadini di Castro dei Volsci, recatisi come di consueto nella riuscita cappella del Piano, notarono con stupore la sparizione del simulacro della Madonna. Ignari, si diedero a ricercarlo con affanno anche nei paesi vicini. Giunsero così presso Ausonia e trovarono, nella chiesa sorta da poco, l’immagine benedetta. Non si pensò più a ricercare l’autore del furto. La Sacra Immagine venne ripresa e portata processionalmente alla cappella del Piano. Pensando che essa potesse ancora involarsi, decisero di guardarla anche di notte e di custodirla. Al mattino seguente, però, la sorpresa fu molto grande: la Madonnina non sorrideva più nella sua nicchia; era sparita di nuovo. Gli abitanti tornarono presso Ausonia e la ritrovarono nella chiesa allo stesso posto di prima. Stupefatti, ma non avviliti, essi presero il venerato peso e in solenne processione si incamminarono verso Castro.  Dopo una giornata di cammino entrarono nel territorio castrese  ma, giunti ad un paio di chilometri dalla cappella precisamente nel punto detto “Colle Nuovo”, dove ora sorge una nicchia ricordo, improvvisamente il cielo si scoprì di nuvoloni e una violenta pioggia temporalesca si scatenò. Quella buona gente si tolse i mantelli e coprì, come meglio potè, l’immagine benedetta. Quando la pioggia cessò, i portatori si avvicinarono per scoprirla e riprendere il cammino, ma, tolti i mantelli che l’avvolgevano, non rinvennero più il simulacro della Madonna. Anziché proseguire, ripresero allora la via di Ausonia e la ritrovarono al solito posto. Convinti allora che questa era la volontà divina, non tentarono più di riportarla a Castro. Un’altra tradizione narra che i Castresi tentarono una terza volta di riportarla a Castro ma, a pochi metri dal Santuario di Ausonia la stessa divenne talmente pesante che i devoti di Castro dovettero finalmente desistere dal loro proposito. Per tali avvenimenti soprannaturali, gli abitanti di Castro e di Ausonia usarono chiamarsi, da allora in poi, fratelli, perché veramente affratellati da comune predilezione celeste.

 

La tradizione narra anche che, arrivata a Sant’Antonio Abate ( in Castelnuovo Parano), la Madonna volle fermarsi;  qui c’era una pietra, si sedette e riposò, appoggiando i piedi su un altro masso. Sul primo macigno rimase miracolosamente impressa la sua Persona.